A volte mi rendo conto di avere difficoltà a gestire il cambiamento.
Poi, riflettendo, mi rendo conto che è il cambiamento che ha difficoltà a gestire me, un me che inizialmente sembra docile, assuefatto dalle circostanze, mentre in realtà è sempre lì ad elaborare ossessivamente ogni singolo pensiero, come a voler sempre e per forza trovare una soluzione a tutto.
Invece è tutto più semplice, più lineare.
Un Super-Io rigido può anche diventare un alleato, addestrandolo, dandogli voce anche quando non la chiede, come un paradosso tra istanze, un’inversione di tendenza.
E allora basta negare, negare piccole-grandi cose di vita che ti si inchiodano dentro, come anelli tra pensieri in disparte, quelli che poi, silenti, ti rovinano il sonno.
Così se unisco la parole “Madre” e “Cane” con la parola “Vita” ne esce fuori una catena di pensieri, tutti lì in cantina, in fila ad invecchiare in botti di rovere, come si fa col vino.
Ma mentre il vino negli anni invecchia, e migliora se tenuto bene… quei pensieri sotto chiave non trovano chi si prenda cura di loro e così, irrequieti, avanzano silenziosamente alla ricerca di uno spazio che non potrà mai bastare loro, semplicemente perchè non è lo spazio giusto.
Oggi io apro quelle botti e mi disseto, mi ubriaco di quel che non c’è più pur continuando ad esserci, facendo posto a tutto quello che, per troppo tempo, ho lasciato ai margini del mio cammino.
Ho uno zaino più pesante adesso, ma un fisico forte, e una mente che camminando sarà sempre più limpida, e serena.




