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in cantina

A volte mi rendo conto di avere difficoltà a gestire il cambiamento.
Poi, riflettendo, mi rendo conto che è il cambiamento che ha difficoltà a gestire me, un me che inizialmente sembra docile, assuefatto dalle circostanze, mentre in realtà è sempre lì ad elaborare ossessivamente ogni singolo pensiero, come a voler sempre e per forza trovare una soluzione a tutto.
Invece è tutto più semplice, più lineare.
Un Super-Io rigido può anche diventare un alleato, addestrandolo, dandogli voce anche quando non la chiede, come un paradosso tra istanze, un’inversione di tendenza.

E allora basta negare, negare piccole-grandi cose di vita che ti si inchiodano dentro, come anelli tra pensieri in disparte, quelli che poi, silenti, ti rovinano il sonno.

Così se unisco la parole “Madre” e “Cane” con la parola “Vita” ne esce fuori una catena di pensieri, tutti lì in cantina, in fila ad invecchiare in botti di rovere, come si fa col vino.
Ma mentre il vino negli anni invecchia, e migliora se tenuto bene… quei pensieri sotto chiave non trovano chi si prenda cura di loro e così, irrequieti, avanzano silenziosamente alla ricerca di uno spazio che non potrà mai bastare loro, semplicemente perchè non è lo spazio giusto.

Oggi io apro quelle botti e mi disseto, mi ubriaco di quel che non c’è più pur continuando ad esserci, facendo posto a tutto quello che, per troppo tempo, ho lasciato ai margini del mio cammino.

Ho uno zaino più pesante adesso, ma un fisico forte, e una mente che camminando sarà sempre più limpida, e serena.

key

Ricomincio da qui

… perchè tante cose sono successe, perche Facebook non è un blog, perchè ho voglia di scrivere della vita che mi attraversa da dentro a fuori, perchè ho voglia di quell’Io che quando scrive ricorda a se stesso che c’è tanto ancora da fare, e da scrivere.

my way

*buone vacanze a tutti*

_Flegreinarte_

29 Luglio 2008, Arena Flegrea – Napoli: “Eduardo De Crescenzo in concerto”.
(Sul palco con lui il coro del maestro Morelli, direttore dei cameristi del San Carlo e gli studenti del Conservatorio di San Pietro a Majella).

Grazie Maestro.

_fate il vostro gioco_

Punto tutto sul nero, ovviamente

 

_cantautore piccolino? is good!_

SERGIO CAMMARIERE “CANTAUTORE PICCOLINO TOUR 2008

12 Maggio 2008 “Teatro Augusteo” di Napoli…  SITUATION!!!

 

Ottime poltroncine in prima fila – due battiti in uno – e tanta ma tanta ottima Musica.

Pianoforte e voce, contrabbasso, violino elettrico, fiati, batteria e percussioni, in Gara.

*Concertismo Puro*

 

_e il dopo

Io e lei nel camerino di Sergio, abbracci, baci, autografi, foto. Grazie.

 Il regalo più bello che potessi farmi amore – indelebile – o come direbbe lui…

… IS GOOD! :-D

_noi che una volta_

Noi che la penitenza era ‘dire fare baciare lettera testamento ‘.

Noi che ci sentivamo ricchi se avevamo ‘Parco Della Vittoria e Viale Dei Giardini ‘.

Noi che i pattini avevano 4 ruote e si allungavano quando il piede cresceva.

Noi che chi lasciava la scia più lunga nella frenata con la bici era il più figo.

Noi che il Ciao si accendeva pedalando.

Noi che suonavamo al campanello per chiedere se c’era l’amico in casa.

Noi che dopo la prima partita c’era la rivincita, e poi la bella, e poi la bella della bella.

Noi che giocavamo a nomi, cose, animali, città.. (e la città con la D era sempre Domodossola).

Noi che ci mancavano sempre quattro figurine per finire l’album Panini.

Noi che avevamo il ‘nascondiglio segreto ‘ con il passaggio segreto ‘ .

Noi che ci divertivamo anche facendo ‘Strega comanda colori ‘ .

Noi che le cassette se le mangiava il mangianastri, e ci toccava riavvolgere il nastro con la bic.

Noi che al cinema usciva un cartone animato ogni dieci anni e vedevi sempre gli stessi tre o quattro (di Walt Disney).

Noi che sentivamo i 45 giri nel mangiadischi e adesso se ne vedi uno in un negozio di modernariato tuo figlio ti chiede cos’è.

Noi che le barzellette erano Pierino, il fantasma formaggino o un francese,un tedesco e un italiano.

Noi che ci emozionavamo per un bacio su una guancia.

Noi che si andava in cabina a telefonare.

Noi che c’era la Polaroid e aspettavi che si vedesse la foto.

Noi che andavamo a letto dopo il carosello.

Noi che suonavamo ai campanelli e poi scappavamo.

Noi che ci sbucciavamo il ginocchio, ci mettevamo il mercurocromo, e più era rosso più eri figo.

Noi che la Barbie aveva le gambe rigide.

Noi che nelle foto delle gite facevamo le corna ed eravamo sempre sorridenti.

Noi che quando a scuola c’era l’ora di ginnastica partivamo da casa in tuta.

Noi che a scuola ci andavamo da soli , e tornavamo da soli .

Noi che se a scuola la maestra ti dava un ceffone , la mamma te ne dava 2.

Noi che se a scuola la maestra ti metteva una nota sul diario, a casa era il terrore.

Noi che le ricerche le facevamo in biblioteca, mica su Google.

Noi che il ‘Disastro di Cernobyl ‘ voleva dire che non potevamo bere il latte la mattina.

Noi che si poteva star fuori in bici il pomeriggio.

Noi che se andavi in strada non era così pericoloso.

Noi che sapevamo che era pronta la cena perché c’era Happy Days.

Noi che il primo novembre era ‘Tutti i santi ‘, mica Halloween.

Noi che se la notte ti svegliavi e accendevi la tv vedevi il segnale di interruzione delle trasmissioni con quel rumore fastidioso.

Noi che abbiamo avuto le tute lucide che facevano troppo figo.

Noi che l’unica merendina era il Buondì Motta e mangiavamo solo i chicchi di zucchero sopra la glassa.

Noi che all’ oratorio le caramelle costavano 50 lire..

Noi che si suonava la pianola Bontempi..

Noi che la Ferrari era Alboreto, la Mc Laren Prost, la Williams Mansell, la Lotus Senna e Piquet e la Benetton Nannini e la Tyrrel a 6 ruote!!!!!

Noi che guardavamo allucinati il futuro con Spazio 1999 Base Lunare Alpha.

Noi che il Twix si chiamava Raider e faceva competizione al Mars.

Noi che nei mercatini dell’antiquariato troviamo i giocattoli di quando eravamo piccoli e diciamo “guarda! te lo ricordi?” e poi sentiamo un nodo in gola.

Noi che le mamme mica ci hanno visti con l’ecografia.

 

Noi che siamo ancora qui e certe cose le abbiamo dimenticate… ma sorridiamo quando le ricordiamo.

Per non dimenticare, mai.

 

(Tnx to lazy)

 

_con o senza pioggia_

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Questo è il mio piccolo posto segreto, meraviglioso col sole, romantico con la pioggia.
Una piccola conca incastonata come un diamante sul mare, incantevole, in una delle più belle insenature della Costiera, al centro fra Positano ed Amalfi.
Le sue coste frastagliate a picco e le insenature con i piccoli arenili, cale e calette, permettono di godere della carezza delle sue acque soltanto a chi conosce o riesce a scoprire i rivoli di scale che tra ulivi, pini, oleandri e boungaville portano al mare.
L’alberghetto è quello bianco, ma la sera si cena di fronte, dall’altro lato della conca.
Ci si arriva attraverso un tunnel scavato nella roccia, accanto ad uno dei più bei fiordi che abbia mai visto.

Lì c’è la signora Luigina, 70 anni passati, che ti cucina la pasta coi totani e la frittura di pesce fresco, col buon vinello bianco della costiera e la caprese al limone, la sua specialità.
Lì non c’è caos, non c’è ressa, solo mare e montagna insieme, con la cordialità di chi non è stato travolto, come noi, dalla frenesia e dal consumismo.

Avevo promesso di portarti lontano dal nulla, ed io mantengo sempre le promesse.
Arriviamo.

_quando:adesso_

Quando il sabato sera brindi a mezzanotte, col parquet e le porte inglesi, e sai di nuovo dare amore. 
Quando la domenica mattina ti svegli, giro in moto col sole in faccia, e sei felice.
Quando il Napoli vince, con Calaiò al ‘92,  e sorridi di gusto.
Quando a casa trovi il supernipotino che gioca coi tuoi appunti di Psichiatria, e tremi.
Quando finalmente ti rendi conto che ti sei preso il giusto tempo per essere felice, senza scappare.

Adesso è il mio tempo, senza inganno alcuno.
Adesso è tempo di sorridere, e Lorenzo oggi mi ha ricordato come si fa.

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smile®

Un video al posto di mille parole. 

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